Santa Maria Maggiore di Alatri, con la sua elegante facciata, contribuisce ad abbellire l’omonima piazza cittadina, dove anticamente si trovavano edifici di culto pagano. Sulla facciata a capanna è inserito, come un prezioso merletto, un grande rosone trilobato che consente d’illuminare l’interno altrimenti troppo buio.
Sulla sommità della navata destra, si appoggia il bel campanile merlato. L’interno della chiesa presenta il duplice aspetto romanico e gotico, frutto della ricostruzione avvenuta dopo che, nel 1350, un violento terremoto distrusse in parte la chiesa.
Preziose opere d’epoca mediovale sono custodite nella prima cappella di sinistra. Si tratta del gruppo ligneo della Madonna di Costantinopoli (XII sec.), capolavoro d’arte romanica, chiuso un tempo entro due pannelli laterali, dove sono scolpite le scene della vita di Maria e di Cristo, mentre il Trittico del Salvatore, sulla parete destra, è opera autografa del pittore Antonio d’ Alatri (XV sec), seguace di Gentile da Fabriano.
Sull’altare, si trova il fonte battesimale, la cui vasca è sorretta da tre talamoni (XIII sec.), che esprimono gesti enigmatici; si fa notare, per la sua raffinata decorazione e per l’ equilibrato senso architettonico, il piccolo tabernacolo rinascimentale (parete laterale della navata destra), scolpito evidentemente da un artista dalla grande capacità tecnica.
Sulla facciata a capanna è inserito, come un prezioso merletto, un grande rosone trilobato che consente di illuminare l’interno altrimenti troppo buio. Sulla sommità della navata destra, si appoggia il bel campanile merlato.
L’interno della chiesa presenta il duplice aspetto romanico e gotico, frutto della ricostruzione avvenuta dopo che, nel 1350, un violento terremoto distrusse in parte la chiesa. Preziose opere d’epoca medioevale sono conservate nella cappella di sinistra.
Si tratta del gruppo ligneo della Madonna di Costantinopoli (XII sec.), capolavoro d’arte romanica, chiuso un tempo entro due pannelli laterali, dove sono scolpite le scene della vita di Maria e di Cristo, mentre il Trittico del Salvatore, sulla parete destra, è opera autografa del pittore Antonio d’Alatri (XV sec), seguace di Gentile da Fabriano. Sull’altare, si trova il fonte battesimale, la cui vasca è sorretta da tre telamoni (XIII sec.), che esprimono gesti enigmatici; si fa notare, per la sua raffinata decorazione e per l’equilibriato senso architettonico, il piccolo tabernacolo rinascimentale (parete laterale della navata destra), scolpito evidentemente da un artista dalla grande capacità tecnica.







