Alatri è un comune di 28.095 abitanti (censimento al 31.01.2006) della provincia di Frosinone.

È uno dei principali centri della Ciociaria e un sito turistico noto per l'Acropoli preromana cinta da mura megalitiche, tuttora ben conservata.
La città di Alatri sorge su una collina bigemina nel cuore della Ciociaria, alle pendici dei Monti Ernici che costituiscono il confine naturale con l'Abruzzo.
Il vasto territorio alatrense, pianeggiante a sud e montagnoso o collinoso per la parte restante, comprende anche l'isola amministrativa di Pratelle, compresa tra il comune di Collepardo e quello abruzzese di Morino, dove si registra l'altitudine massima di 2.064 metri s.l.m. (Monte Passeggio); da qui degrada fino al minimo di 175 metri della piana di Tecchiena, comprendendo nella sua estensione gran parte del bacino del fiume Cosa, affluente del Sacco che scorre ad est del centro cittadino in direzione nord-sud.

L'abitato, in seguito allo sviluppo economico e sociale, si è esteso lungo alcune direttrici predominanti: verso la vallata settentrionale (Bitta, Colleprata, XII Marie) e nella zona collinosa occidentale (Civette, San Francesco di Fuori). Inoltre, separatamente dal centro urbano, hanno assunto una significativa estensione le frazioni di Tecchiena, Monte San Marino, La Fiura e Mole Bisleti.

Attualmente il centro storico, raccolto entro il perimetro irregolare delle mura, ricalca nei suoi tratti essenziali il primitivo insediamento della città preromana, su cui s’innesta in modo prevalente l’articolazione urbanistica dell’impianto medioevale.

L’intero tessuto urbano è caratterizzato da una fitta trama di vie strette e tortuose, talora impostate in forte pendenza, che si diramano, tra antiche costruzioni e caseggiati più moderni, tutt’intorno alla rocca dell’Acropoli.
Quest’ultima costituisce l’epicentro visivo della città, una sorta di autonomo nucleo sopraelevato (Civitas nova) attorno al quale l’abitato sottostante (Civitas vetere) si sdoppia in due grandi aree contrapposte: la zona settentrionale, contraddistinta da uno sviluppo planimetrico piuttosto regolare, e quella meridionale delle Piagge, aggrappata sull’opposto versante con un sistema di terrazzamenti digradanti che risolve e in parte dissimula il naturale dislivello del colle.

Tale disposizione, oltre a scomporre lo scenario urbano in un curioso contrasto topografico, ha contribuito nel corso dei secoli a modellare nella prima zona uno spazio monumentale, destinato ad accogliere gran parte delle funzioni civiche, commerciali e culturali, ed a consolidare nella seconda un ambiente più compatto, appena sufficiente al passaggio pedonale e con prerogative quasi esclusivamente residenziali.

Dal punto di vista toponomastico infine il centro cittadino, ad eccezione dell’ Acropoli, risulta ulteriormente suddiviso in nove rioni (Scurano, Valle, Colle, Fiorenza, Vineri, Spidini, S. Lucia, S. Andrea, S. Simeone) contrassegnati ancora oggi da un proprio emblema araldico e da una loro fisionomia individuale, conformemente all’antica ripartizione amministrativa delle carcìe medioevali.